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Territorio reale - territori possibili
Progetto realizzato grazie ai fondi del bando "Scuola 21" - Fondazione Cariplo

                               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                PERCHE’ … SCUOLA 21

Scuola 21 è un progetto , promosso e sostenuto dalla Fondazione Cariplo, volto a favorire 

  • -      La  dimensione interdisciplinare dell’apprendimento
  • -      L’acquisizione della capacità di lettura di una realtà complessa, che sappia cogliere , ricostruire e motivare le connessioni fra fatti e fenomeni
  • -      Il miglioramento dei processi formativi in ambito scolastico, tramite la ristrutturazione dei piani di studio e il sostegno di  competenze specifiche, integrate nei curricoli scolastici
  • -      L’adozione di comportamenti consapevoli, in tema di valorizzazione del territorio e di sostenibilità ambientale

Viene pertanto restituito alla scuola un ruolo centrale nella costruzione di una nuova mentalità ecosostenibile, nella scelta di percorsi didattici favorevoli al raggiungimento di questi obiettivi , nella ricerca di relazioni positive con enti esterni, nella verifica dell’efficacia delle strategie adottate. 

 

PERCHE’ SCUOLA 21 … AL LICEO GOLGI

La scelta di aderire a Scuola21 nasce dalle numerose sollecitazioni a “fare qualcosa per il territorio, facendo qualcosa per la scuola”. Scuola e territorio, realtà ricche di stimoli, di competenze , di potenzialità, risultano però spesso prive di una progettualità che consenta loro di relazionarsi positivamente.

Vorremmo costruirla con gli strumenti di Scuola 21. 

 

Obiettivi perseguiti

1) Promuovere la conoscenza del paesaggio e dei valori ambientali della Valle Camonica;

2) Promuovere conoscenza e consapevolezza sulla modificazione del territorio camuno intervenuta negli ultimi decenni;

3) Promuovere conoscenza e consapevolezza sull’impatto ambientale legato all’utilizzo di materiali e di metodi di costruzione diversi;

4) Promuovere la consapevolezza critica in merito alle conseguenze dell’utilizzo delle risorse ambientali;

5) Rafforzare e sviluppare competenze inerenti il lavoro cooperativo;

6) Rafforzare e sviluppare competenze di problem solving;

7) Rafforzare e sviluppare competenze pratiche relative all’impiego di strumenti e attrezzature di laboratorio (chimica, fisica);

8) Arricchire e consolidare conoscenze disciplinari su temi connessi all’oggetto del progetto

Obiettivo finale e concreto è la realizzazione di una mostra itinerante, comprensiva di varie attività e di  strumenti, preventivamente costruiti, che consentiranno alle classi partecipanti  di scoprire alcuni aspetti della realtà che ci circonda. I nostri alunni, protagonisti assoluti delle varie fasi che scandiscono il progetto, si fanno promotori della trasmissione delle competenze che loro stessi hanno acquisito, con l’aiuto ed il supporto dei docenti  e degli esperti coinvolti.  

Strumento essenziale per monitorare i progressi degli studenti nel conseguimento degli obiettivi proposti è la valutazione periodica delle competenze di cittadinanza.

Riconosciamo inoltre una ruolo centrale alla comunicazione dell'esperienza, sia nel suo svolgimento, sia nella rielaborazione critica che verrà condotta nei consigli di classe. Questo sito è uno degli strumenti che ci consentono di realizzare un utile scambio di esperienze , di pareri e di riflessioni.

IL PROGETTO, FASE PER FASE

FASE 1 – ESPLORAZIONE DELL’ARGOMENTO

 

L’apertura è dedicata alla scoperta dei percorsi e di come questa proposta ci può coinvolgere.

 E’ il momento del “cosa sappiamo” ma anche del  “come sentiamo”,  soprattutto in relazione ai nostri più semplici strumenti d’indagine, alla nostra capacità percettiva che viene testata proprio a contatto con gli ambienti , naturali e antropizzati, che saranno oggetto della nostra ricerca. 

La prima fase del progetto, di carattere esplorativo, ha occupato i mesi di settembre ed ottobre con attività di ricognizione  percettiva del territorio e con la conoscenza e la messa a punto degli strumenti idonei a raccogliere informazioni in modo immediato. Allo studio della percezione sensoriale, realizzato con un apporto di strumenti anatomici e fisiologici, è stata affiancata l’analisi di descrizioni del paesaggio,  inquadrate in un contesto di sensazione/emozione. Da questa indagine preventiva sono scaturite le domande che ci hanno permesso di animare la fase successiva. 

 

 

Attività realizzate

 

      Escursioni esplorative sul territorio, a cura degli insegnanti di educazione fisica.

     Approfondimento di biologia su “Cervello e recettori sensoriali : La percezione visiva”.

     Realizzazione e sperimentazione di un laboratorio di neuroscienze sul tema “La percezione visiva : guardiamo con gli occhi e vediamo col cervello”, rivolto ad alunni della scuola elementare e media.

     Approfondimenti letterari sul tema “Percezione e descrizione ambientale” e “Rapporto uomo-ambiente nella letteratura”, al fine di realizzare un laboratorio audiovisivo incentrato su queste tematiche.

FASE 2 – PROBLEMATIZZAZIONE

E’ il momento di concretizzare i percorsi di scoperta del territorio, avvalendoci  degli strumenti delle varie discipline, che si sganciano dalla dimensione scolastica per assumere, con il supporto degli esperti che operano in settori specifici,  una connotazione professionale di ricerca vissuta sul campo. Ne scaturisce un bell’esempio di integrazione fra competenze didattiche (gli insegnanti che predispongono e coordinano gli interventi)  e competenze specifiche (gli esperti che realizzano gli approfondimenti) , per trasferire agli studenti dei saperi nuovi, dinamici e facilmente trasmissibili.

Nella seconda fase abbiamo attivato tutti gli strumenti di raccolta dati ed informazioni ed abbiamo convocato gli esperti di ogni singolo settore. Sono stati organizzati corsi, laboratori, visite guidate. I percorsi di esplorazione sono stati ripensati come percorsi di ricerca. L’incredibile ricchezza di stimoli offerti dal territorio e la possibilità di coglierli ci ha permesso di realizzare anche approfondimenti non preventivati, che sono però stati ben integrati con l’impostazione iniziale e hanno ampliato la durata della fase da novembre fino ad aprile inoltrato. L’interesse e l’entusiasmo suscitati ci hanno convinto a riproporre alcune tematiche anche nel successivo anno scolastico , impostando opportunamente i piani di lavoro annuali.

-       Corso di approfondimento su “La lettura del territorio attraverso i catasti storici” a cura dell’arch. Alberto Bianchi.

-       Approfondimento su “Turismo responsabile”, basato sulla lettura di  documenti in lingua inglese e realizzazione di un originale “Gioco dell’oca” , per far cogliere  a bambini e ragazzi gli aspetti più significativi di questo modo di viaggiare.

-       Partecipazione ad un gioco di ruolo sul tema “Sviluppo sostenibile” e realizzazione di laboratori didattici in cui sono state studiate strategie e sono stati messi a punto percorsi per favorire l’interiorizzazione di questi concetti  anche da parte di bambini e ragazzi della scuola primaria.

-       Inquadramento chimico del monitoraggio della qualità ambientale , attraverso lo studio del suolo (caratteristiche dell’ecosistema, possibili inquinanti e loro effetti, tecniche di bonifica dei suoli inquinati), dell’acqua potabile (legislazione in materia, sostanze disciolte, inquinanti e loro provenienza, acque di sorgente e acque minerali, tecniche di depurazione), dell’aria (composizione originaria, sostanze inquinanti e loro effetti sull’ambiente e sulla salute umana, possibili rimedi). Le lezioni sono state tenute da esperti esterni  (per il suolo, il dott. Ilario Tagliaferri, biologo; per acqua e aria, il dott. Nicola Locatelli, laureato in Scienze Ambientali). Le informazioni raccolte saranno utilizzate per realizzare esperienze di laboratorio , che permetteranno di applicare alcune semplici  procedure di monitoraggio, interpretando opportunamente i dati raccolti.

-       Trattazione , in chiave chimica, del rapporto fra ambiente e opere d’arte . Partendo dalle caratteristiche dei materiali di costruzione si sono analizzate le possibili cause di degrado degli stessi, legate a specifiche condizioni di inquinamento. In particolare, è stato trattato il tema della qualità dell’aria e dei possibili inquinanti presenti nella troposfera (a cura del dott. Nicola Locatelli) e si sono analizzati gli effetti di tali sostanze sui manufatti artistici (in particolare sulle pietre da costruzione) . Quest’ultima parte è stata curata dal prof. Roberto Bonomi, docente presso la Scuola di restauro del Centro ENAIP di Botticino (BS), che ha inoltre presentato , sempre in chiave chimica, le tecniche utilizzate per riportare le opere danneggiate al loro stato originario. Ai materiali utilizzati in campo artistico, al loro degrado ed alle tecniche di restauro è stata dedicata un’intera giornata di studio e di approfondimento, realizzata presso il suddetto Centro, che ha messo a disposizione laboratori, docenti e studenti per affiancarci nel nostro percorso di conoscenza e di messa a punto di strategie efficaci per trasmettere quanto appreso.

-       L’attenzione alla qualità ambientale, finalità primaria del progetto , si è tradotta anche in una presa di posizione molto significativa a livello territoriale : con il supporto del Comune di Gianico , dell’ASL di Vallecamonica  e del Comitato NO AMIANTO abbiamo ospitato un convegno sul tema dell’inertizzazione dell’amianto e abbiamo contribuito alla raccolta di firme per esprimere la nostra contrarietà (adeguatamente motivata con dati scientifici) all’attivazione di un simile impianto in media Vallecamonica.

-       Realizzazione, nell’ambito del programma di fisica, di approfondimenti e di laboratori preparatori, sul tema dell’energia, al fine di acquisire le procedure richieste per la realizzazione di modelli di edifici , sui quali sperimentare l’efficacia delle tecniche di isolamento termico, della scelta dei materiali da costruzione  e della   valorizzazione dell’esposizione solare, al fine di  realizzare un effettivo risparmio energetico

-       Ricerca sul territorio, monitoraggio, studio accurato (dal punto di vista storico-culturale e stilistico) ed elaborazione in chiave grafico-architettonica di portali storici e antiche fontane. In questo modo gli insegnanti di storia dell’arte hanno saputo legare gli aspetti antropici del progetto (entrare negli edifici, per imparare ad abitarli) e   riproporre il rapporto uomo-natura, con un’ originale riflessione sull’uso dell’acqua, sulla sua provenienza e le sue destinazioni, ma anche sul valore simbolico di tale fattore ambientale.

Come si può evincere dall’elenco riportato, già in questa fase alcuni gruppi di studenti hanno anticipato alcuni interventi destinati alla fase successiva, progettando e realizzando interventi concreti  e mettendo a punto una serie di dinamiche di interazione e collaborazione di gruppo, di classe e fra classi diverse. 

FASE 3 – RACCOLTA DATI ESSENZIALI

 

E’  il momento dei progetti : gli interventi vengono pensati, scelti fra le tante proposte, organizzati e testati con cura. Si sperimenta e si perfeziona, si cercano materiali e si mettono a punto strategie, si distribuiscono incarichi e ci si confronta con  i primi gruppi, mettendo in gioco anche le nostre capacità relazionali.

La terza fase, che è partita a metà aprile e si è conclusa ai primi di giugno, è stata finalizzata a progettare, piuttosto che a realizzare materialmente ,  i laboratori e gli  spazi espositivi che compongono la mostra itinerante. L’assemblaggio di tali componenti è stato completato  mese di settembre-ottobre del successivo anno scolastico , in tempo per presentare l’iniziativa alle scuole del territorio , raccoglierne le adesioni e definire le modalità di intervento in ciascuna di esse.

Fase 4 – INTERVENTO CONCRETO

 

 

Il progetto vede ora la sua realizzazione e si muove verso il territorio. Laboratori, mostre ed interventi sono stati messi a punto, non mancano momenti di gioco e si è pensato proprio a tutto, comprese le fasi di passaggio da un’attività all’altra.

Dopo una presentazione , diffusa e distribuita in modo da coinvolgere il maggior numero di persone (dagli insegnanti , agli alunni delle scuole, ai cittadini di Breno …)  si raccolgono le adesioni e si costruisce un calendario, che avrà la cadenza delle stagioni, dei ritmi di apprendimento, dei moduli didattici.

E si comunica , attraverso il sito e grazie a tutti i mezzi offerti dalla rete , per scambiarsi materiale, confrontarsi e fare il punto della situazione.

Ma i nostri ricercatori non sono ancora paghi …

La programmazione didattica di questo anno scolastico offre nuovi spunti : perché non sfruttarli ? Si individuano nuovi percorsi di ricerca che , sulla base delle strategie già sperimentate, permetteranno di ampliare l’offerta formativa della mostra e di perfezionare i moduli già predisposti. 

 

 

 

DIARIO DI BORDO

♦ Questo è   il "Diario di bordo"  di "Territorio reale, territori possibili", la storia di un'avventura che parte dal desiderio di guidare la scuola sul territorio, lasciando le porte aperte perchè il territorio possa entrare e fare scuola.

Siamo partiti con due classi e con i loro docenti, si sono aggiunti nuovi compagni di viaggio... Ci siamo posti nuove mete, abbiamo risolto problemi imprevisti. Ci siamo fermati per guardare una volta di più,  per sfogliare nuove pagine, per poter andare oltre.

Abbiamo scoperto che nei luoghi in cui siamo cresciuti (e in cui viviamo)  c'era molto di più di quanto eravamo riusciti a cogliere "di passaggio" : aspetti che vorremmo valorizzare, situazioni che possono essere migliorate, errori da correggere.

Chiediamo attenzione e collaborazione, siamo aperti a nuovi contributi.

Ecco  il racconto del nostro cammino.  

 

ANNO SCOLASTICO 2011/12

L’inizio – prime riunioni … se ne parla (20-22 settembre 2011)

Viene sempre il momento , per ogni progetto pensato, discusso, rivisto ed infine approvato, di passare dalla carta, dai pensieri e dalle idee alla realtà di ogni giorno, a quella che per un insegnante si chiama didattica. Bisogna parlarne ancora, parlarne ad altri, trasferire un quadro che (sembrava così chiaro al gruppo che l’ha elaborato …)  manifesta fin da subito le sue debolezze, le sue difficoltà. Ma mentre discutiamo i nodi cominciano a sciogliersi , alcuni passaggi si chiariscono, altri si rivelano inutili e basta eliminarli, altri si evidenziano e ci portano oltre. Si chiama “fase di programmazione” , la viviamo ad ogni inizio anno, ma è diversa per le classi 4° B e 4° C del Liceo Scientifico: ognuno è chiamato a declinare il “suo” progetto per poterlo realizzare insieme. In questo momento i nostri sogni si intrecciano e si scontrano, si oppongono resistenze, si sollevano infinite perplessità , ma poi si sceglie la strategia che più convince. 

I ragazzi partono in esplorazione e scandagliano un territorio che pensavano di conoscere, ma si trovano a fotografare particolari nuovi, scorci mai osservati , percorsi mai compiuti. Unico strumento : l’occhio, amplificato dalla macchina fotografica: vedere, cercando di comprendere  l’atto stesso del vedere, prima ancora di impadronirsi di ciò che si è visto.

Uscite sensoriali– 4 BS, 4CS

♦ Lunedì 17 ottobre  - uscita 4BS : ce ne parla Luisa Gasparini.

Nell’ambito del progetto Cariplo abbiamo compiuto un’uscita sul territorio, per esaminare le differenze tra un ambiente naturale, quello da noi visto da vicino durante le tre  ore che avevamo a disposizione, e un ambiente urbanizzato, o comunque antropizzato, come quello che avevamo osservato durante la visione del film “Cartesio” o come quello dove viviamo tutti i giorni.

Accompagnati dal professor Bazzana, abbiamo seguito un percorso che si è snodato tra sentieri e mulattiere a cavallo tra i comuni di Losine e Breno. Con partenza dal Liceo ci siamo diretti alla cosiddetta “passerella” che unisce le due sponde del fiume Oglio e collega Breno con la località Prada di Losine. Al termine del ponte abbiamo svoltato sulla sinistra arrampicandoci su un sentiero molto impervio che ci ha condotti, dopo circa 20 minuti di salita, alla strada che collega Losine con il comune di Malegno, comunemente chiamata il “Montepiano”. Camminando lungo questa mulattiera abbiamo osservato sulla nostra destra il territorio fortemente urbanizzato di Breno e dell’altra parte la bellezza e la pace dei prati e dei boschi sormontati dalla imponenza della Concarena, notando l’estrema diversità dei due ambienti. Proseguendo siamo giunti all’abitato di Losine, per la precisione alla località Tede, che si trova all’estrema periferia sud del comune. Dopo aver osservato l’ambiente circostante, urbanizzato ma ancora con dei segnali di vita rurale, abbiamo avanzato lungo la via Prada, appartenente alla pista ciclabile, che corre in mezzo a prati, campi coltivati e recinti con animali da pascolo, che ci hanno quindi permesso di camminare su un terreno quasi intoccato dall’uomo dove regna la natura. Dalla Prada abbiamo di nuovo raggiunto il territorio di Breno e siamo tornati a scuola, dopo aver trascorso tre ore nella natura. 

 

♦ Mercoledì 19 ottobre uscita 4CS

Presentazione ufficiale – Del bene e del bello ... pensando all’anno prossimo (link)

♦ 20 ottobre Teleboario- Il progetto ha un momento di visibilità , su scala locale, nel corso di una trasmissione dedicata alla rassegna "Del bene e del bello", contenitore ideale di modalità significative per scoprire e vivere il territorio camuno.

♦ 22 ottobre : Presentazione del progetto presso il Liceo Golgi.  Questa volta la stampa è invitata nel nostro Istituto e si confronta con chi ha ideato e ha cominciato a realizzare il progetto. Gli alunni cominciano ad entrare nell'ottica della "visibilità": quello che accade a scuola è motivo di interesse e di riflessione . Anche questa è una conquista.

La percezione sensoriale non è solo strumento d'indagine, ma è essa stessa oggetto di studio e diventa ...neuroScience Lab...

Laboratorio di neuroscienze – 4CS, 4AS

La percezione è stato il primo tema affrontato nel programma di scienze, che indugia ancora sulla biologia, prima di dedicarsi interamente alla chimica. Il senso della vista, centrale per la specie umana e cardine della sua evoluzione,  è posto al centro della nostra attenzione, nelle sue implicazioni anatomiche e fisiologiche. Si fa strada, a poco a poco, quella che diventerà l’idea guida del nostro percorso sulla percezione : “Noi guardiamo con gli occhi, ma  vediamo con cervello”.  Gli alunni hanno seguito con attenzione, fin dallo scorso anno , il progetto “Neuroscienze”: hanno familiarità con neuroni, sinapsi ed aree corticali.  Le funzioni dell’occhio ed il realizzarsi delle facoltà visive si compongono senza difficoltà ed incuriosiscono, affascinano … Prende forma l’idea di tradurre ciò che si sta imparando in un laboratorio sulla percezione visiva. L’idea confluisce nel  Liceo Golgi Science Lab, che fornisce il giusto supporto operativo , i tempi, i luoghi, le possibilità di sperimentare … Gli alunni di 4C si trovano con alunni di 4A, non inclusi nel progetto ma ben lieti di collaborare. Ore intense, confuse, divertenti …  C’è chi armeggia col plastico dell’occhio, chi disegna schemi ed inventa giochi, chi si confronta con le illusioni ottiche e “sì questo è un bell’effetto” e “quanti colori vedi tu?”  e “dov’è la forma nascosta?” …  Si preparano gli open day : i destinatari dei laboratori saranno ragazzi di terza media, in visita nel nostro Istituto per la fase di orientamento per la  scelta degli studi superiori. Pensiamo anche a loro : cosa li può coinvolgere ? Come dobbiamo interagire? 

Il laboratorio prende forma e si definisce,  va in scena e cambia per tre volte.  Il 17 dicembre è il debutto . c’è di tutto di più, tante proposte, tante da confondere un pubblico poco partecipe.  Ma è importante rivedere, tagliare, continuare a chiedersi cosa funziona e cosa non è adatto . Si riprova ( 14 gennaio)con la drammatizzazione (i coni e i bastoncelli si presentano e discutono animatamente ), si offre anche un rinfresco , naturalmente a base di mirtilli …  Si passerà poi a riproporre le funzioni dell’occhio con semplici strumenti che mostrano i passaggi della luce e la sua trasformazione in stimoli sensoriali (28 gennaio). Ora si tratta di costruire percorsi alternativi , perché alcuni passaggi funzionano con i più piccoli, altri coinvolgono anche gli “ossi duri” di terza media, convinti che la scuola è comunque noiosa (ma cosa ci fanno, allora,  tanti ragazzi , a scuola il sabato pomeriggio?), altri ancora piacciono anche ai genitori , che sono colpiti dall’intraprendenza dei nostri studenti  e dalla loro autonomia e sicurezza. Toccherà ai ragazzi   presentare le proposte agli insegnanti delle scuole con cui lavoreranno : dovranno gestire materiali e tracce d’intervento, valutare età ed attitudini dei destinatari, scegliere le strategie più adatte. 

Così commentano i ricercatori del Laboratorio :

Nel corso della preparazione e  dell’esecuzione degli open day scolastici le difficoltà da noi incontrate si sono originate essenzialmente dal modo in cui abbiamo dovuto rapportarci con i ragazzi/genitori ai quali è stato esposto l'argomento e, conseguentemente, dalla modalità con cui lo dovevamo porre.
Eravamo partiti con una trattazione piuttosto complessa che dopo il primo incontro ci siamo decisi a sfoltire per le evidenti difficoltà che abbiamo incontrato nell'esporla e per le difficoltà che i ragazzi hanno avuto nel comprenderla;
abbiamo provato a proporre il tema in modo più dinamico attraverso una specie di recitazione e infine con un modello di occhio
da noi stessi costruito: l'esposizione è risultata indubbiamente più chiara. Questo è valso anche per quanto riguarda le illusioni ottiche: eravamo partiti con tante immagini, spesso ripetitive  e le abbiamo selezionate, badando solo all'essenziale e cercando di fare capire il nucleo del ragionamento:  "noi guardiamo  con gli occhi ma vediamo con la mente", il che è diventato anche il motto del nostro lavoro. Infine ci siamo pure dilettati nell'offrire alimenti contenenti mirtilli che, essendo ricchi di vitamina A, sono un alimento fondamentale per la vista e il suo buon mantenimento; a dire il vero con i mirtilli abbiamo avuto più successo con i genitori ma si sa che i ragazzi delle medie sono i più "difficili" da trattare e non si lasciano avvicinare facilmente.
Sicuramente, se avremo occasione di riproporre il tema ad altri ragazzi o anche a altri bambini più piccoli, sapremo come muoverci e saremo maggiormente consapevoli di ciò che andremo a presentare. Quindi sostanzialmente ci è servito molto come progetto, non solo per riprendere e approfondire una tematica già trattato in classe, ma proprio per vedere le diverse modalità con le quali un tema può essere proposto, cercando di non realizzare una lezione “frontale” ma creando un approccio più diretto con chi ci stava davanti.

 (Chiara, Camilla, Alessandro, Stefano, Alen)

 Il progetto si arricchisce grazie al lavoro di vari docenti : nuovi territori vengono esplorati, spostandosi nello spazio e nel tempo...

♦ Lasciamo  la parola all'insegnante di storia e filosofia, prof.ssa Gabriella Pedersoli.

Le attività svolte sono quelle previste dalla I e dalla  II fase del  Piano Didattico del Progetto.

Le classi coinvolte sono state impegnate per un totale di 4 ore nella I fase e di 6 ore nella II, per ciascuna. La presentazione del percorso si è svolta in orario curricolare e ha richiesto poi un impegno domestico aggiuntivo da parte dei ragazzi.

Nel mese di ottobre si è proceduto alla proiezione del film “Cartesio” di Roberto Rossellini: il protagonista, che appartiene al Seicento francese, era stato già presentato durante le lezioni di filosofia. I ragazzi erano invitati a cogliere dalle immagini filmiche le caratteristiche distintive: di territori naturali e urbani, di esterni e interni delle abitazioni, di mezzi tecnologici utilizzati, di trasformazioni antropiche del paesaggio ai fini di un miglior uso dello stesso da parte dell’uomo.

Le osservazioni raccolte sono state poi inserite in un cartellone riassuntivo cui sarebbero state aggiunte le differenze notate sul territorio reale vissuto dai ragazzi e visionato in un’uscita successiva con i docenti di ed. fisica.

La terza parte del cartellone prevedeva un ulteriore confronto con i “territori ideali” presentati dai testi della letteratura latina e italiana esaminati con i docenti di lettere.

Il confronto avrebbe rivelato le trasformazioni del territorio europeo nel tempo in funzione antropica.

 

Nel mese di Febbraio il lavoro continuava in collaborazione con i docenti di Arte.

Il percorso progettato prevedeva un approfondimento sulla storia e sulla funzione del Catasto. E’ stato per questo invitato un esperto esterno del luogo, l’architetto Bianchi, profondo conoscitore dell’argomento e delle modalità di sistematizzazione informatica dei catasti locali. Le due classi hanno assistito a lezioni frontali e dialogiche, con l’aiuto di mezzi informatici e sono state invitate a prendere visione anche di documenti storici originali.

La rappresentazione cartografica dei territori ha reso più visibili i cambiamenti nell’uso del suolo durante il tempo.

♦  Gaia Albertinelli, alunna della classe 4° B Scientifico, racconta l'esperienza delle classi di fronte a questo interessante laboratorio di studi storici ed ambientali.

 Breve relazione su ciò che ho compreso dagli incontri effettuati in merito al tema del catasto.

La parola “catasto” deriva dal greco catasticon e significa “lista, inventario”. Un inventario, quindi, che viene conservato solitamente negli archivi comunali e a cui lo Stato fa ricorso quando deve tassare i cittadini che vivono nei territori posti sotto la sua giurisdizione per quanto riguarda i loro beni immobili, quali possono essere terreni, case o uffici. Per la miglior fruizione di un catasto è inoltre possibile ricorrere ai cosiddetti SIT (Sistemi Informativi Territoriali) e “geoportali”, ovvero dei sistemi ausiliari con cui è possibile visualizzare delle mappe catastali anche tematiche (e il ricorso ai sistemi informatizzati, oggi, è assai più comodo che non accedere alle mappe cartacee).

La storia di istituzione del catasto è assai datata (risale infatti all’epoca degli antichi Egizi, dei Greci e dei Romani), ma una forma più articolata e precisa di questo metodo di archiviazione si ha solo a partire dal XVIII secolo con l’introduzione nel Nord Italia (e in Lombardia in particolare) del catasto teresiano e, poi, a partire dal 1797, di quello napoleonico, che apportò dei significativi sviluppi verso un controllo più efficiente e centralizzato dei territori grazie all’introduzione di moduli prestampati e tabellati (il cosiddetto “sommarione”), che non permettevano la compilazione individuale dell’estimo: questi moduli, infatti, presentavano delle caselle in cui inserire la sigla che designava il possessore, il numero di particelle da questi possedute, la qualità e la classe del possedimento, il suo valore in rendita etc. Si ebbe così il crollo del cosiddetto Ancien Régime, ovvero di tutte quelle istituzioni antecedenti all’epoca napoleonica (quindi non solo quelle relative alla dominazione teresiana, ma anche alla Repubblica di Venezia, di cui la Valcamonica ha fatto parte per molto tempo). Infine, con il declino di Napoleone, venne istituito il cosiddetto “catasto lombardo-veneto”, che vedeva una ripresa degli standard di catalogazione austriaci (come conseguenza della ripresa dei rapporti con questo Stato), a cui seguì il “catasto italiano” (in vigore dal 1853 al 1903, che non differiva molto dal suo predecessore).

Inizialmente i catasti non si presentavano nella forma che noi oggi conosciamo, ma più spesso in quella di estimi, ovvero registri esclusivamente descrittivi, quindi privi di un corredo cartografico, che venivano compilati (solitamente in latino o, più di frequente, in volgare e facendo ricorso ad unità di misura tradizionali, come, ad esempio, la pertica) con le informazioni relative ai possedimenti di ogni nucleo familiare o “fuoco”, come veniva chiamato all’epoca. In allegato agli estimi, spesso venivano addotte delle mappe schematiche e altamente rappresentative del territorio, spesso illustrate facendo ricorso ad una particolare visione chiamata “a volo d’uccello”, che era caratterizzata dalla rappresentazione anche artistica di alcuni dettagli. Mappe più dettagliate e illustrate secondo il criterio più oggettivo della visione planimetrica comparvero solo verso la fine del XVII secolo e sotto il regime napoleonico.

Vi erano poi anche le tavole di classamento, entrate in vigore a partire dal 1807, una sorta di “giornali” o “libri di campagna” su cui venivano annotate tutte le operazioni di classamento da specializzati legati censuari, che venivano accompagnati alla “scoperta del territorio” da persone pratiche del luogo, chiamate appunto pratici indicatori. Ogni luogo veniva poi indicato con il relativo toponimo o “micro toponimo”, ovvero il nome con cui quella località era conosciuta, e ogni particella classata e la sua stima calcolata secondo i criteri della cosiddetta “tariffa d’estimo” (che è possibile ricavare dal prodotto fra la superficie della particella e il valore della classe a cui appartiene).

Oggi tuttavia i rilievi cartografici non vengono più trattati in questo modo, ma in maniera molto più sofisticata e tecnologica. Due in particolare sono i metodi di rappresentazione più usati: i file di tipo raster o bitmap, nei quali i punti hanno una dimensione fissa nella griglia (ciò comporta un progressivo sgranamento dell’immagine a mano a mano che la si ingrandisce), o file di tipo vettoriale, dove i confini delle particelle vengono adattate alla risoluzione dell’immagine attraverso particolari formule matematiche che consentono di evitarne la distorsione grazie al ricorso al sistema della rappresentazione sferica di Mercatore (un cartografo olandese vissuto nel 1500 e che rese possibile la rappresentazione di un territorio in maniera continua).

Altri metodi di catalogazione consentono la compilazione di griglie e tabelle in maniera analoga a quando si usa il programma Microsoft Excel (permettendo quindi di creare un collegamento ipertestuale tra i dati grafici relativi alla cartografia e i dati alfa-numerici contenuti nei registri). Uno dei sistemi più usati ed ancora oggi più diffuso è il cosiddetto “database RDBMS”, ideato nel 1970 da Dart Codd sulla base della matematica degli insiemi.

♦ In allegato riportiamo anche altre tre relazioni , elaborate da  Marta Balduzzi, Maria Giulia Bellicini e Laura Minelli . E' possibile anche visionare, sempre in allegato, i report di Jacopo Baffelli e Giampaolo Crotti (4° B), Emanuele Agnoli, Alessandro Olivari, Daniel Salvetti (4° C).

♦ La prof.ssa Rosa Sturniolo, docente di italiano e latino nella classe 4° B, racconta come si è svolta la prima parte della ricerca che ha condotto  la classe ad esplorare  luoghi letterari e luoghi reali.

L’interpretazione del rapporto uomo-ambiente è stata il filo conduttore dell’attività didattica svolta all’interno del progetto “Territorio reale, territori possibili”. Gli studenti sono stati stimolati a cogliere, attraverso l’analisi di testi letterari, l’aspirazione dell’uomo a uno spazio vitale caratterizzato da ordine e armonia. Partendo dalla definizione classica di “locus amoenus”, quale luogo mitico di delizie e piacere, attraverso l’analisi di alcuni carmi di Orazio, in particolare il carme “O fons Bandusiae”, nel quale il poeta latino esalta la limpidezza delle acque della fonte situata nei pressi di un suo podere in Sabina, gli studenti hanno elaborato il “topos” del “locus amoenus” in letteratura e arte. La letteratura dell’età umanistico-rinascimentale ha consentito di sviluppare appieno il modulo didattico. Sono stati analizzati e posti a confronto testi poetici di Poliziano e dipinti di Botticelli, nei quali gli studenti hanno colto la necessità di una nuova dimensione dello spazio, idealmente plasmato dall’uomo secondo i propri desideri per affermare la dignità stessa dell’uomo e dell’esistenza terrena. Il mito dell’età dell’oro, da Virgilio a Tasso, ha consentito di approfondire l’argomento.

Lo studio di Parini, che verrà effettuato nelle prossime settimane, consentirà agli studenti di analizzare una dimensione dello spazio più attuale, diversa da quella arcadico-pastorale e rinascimentale. L’analisi dell’ode pariniana “La salubrità dell’aria” consentirà agli studenti di cogliere il punto di vista ecologico dell’autore settecentesco. L’autore, infatti, non ricorre al topos del “locus amoenus” e ai luoghi comuni letterari e artistici per rappresentare la “bontà” della campagna, ma la definisce in modo realistico, a partire dalla “sanità” del suo clima. Attualissima è la denuncia che emerge dall’ode sulle conseguenze  negative dell’alterazione degli equilibri naturali di un territorio sulla salute dei cittadini.

♦ L'area letteraria (italiano/latino) è stata seguita, per la classe 4° C, dalla prof.ssa Valeria Calzoni. Ecco il suo resoconto.

 Motivazione didattica e competenze attivate nelle prime due fasi del progetto “Territori reali, territori possibili”

 L’attività  finora realizzata all’interno del progetto  ha permesso al gruppo classe di conoscere il territorio non solo nella realtà, ma anche attraverso le rappresentazioni letterarie dei secoli precedenti.

Ha favorito inoltre l’attivazione di competenze specifiche quali:

  • la relazione e la collaborazione con gli altri (comprendere e comunicare i contenuti);
  • la costruzione del sé (imparare ad imparare anche progettando attività individuali di rielaborazione dei materiali raccolti);
  • il rapporto con la realtà (risolvere problemi, individuare relazioni e collegamenti anche di tipo interdisciplinare).

Attività svolta in italiano 

Nella prima fase del progetto, all’interno della normale attività didattica sono stati ricavati momenti di approfondimento relativi al tema del paesaggio idealizzato (locus amoenus) nella letteratura del Quattrocento italiano.

In particolare, partendo dai testi poetici di Poliziano è stata proposta, attraverso sollecitazioni e stimoli alla riflessione rivolti agli studenti, un’interpretazione complessiva del tema, favorendo l’esplicitazione di collegamenti con le opere artistiche di Botticelli e la ricerca e l’individuazione dei motivi neoplatonici relativi al paesaggio  in entrambi gli autori.

Al termine del percorso  è stata proposta la stesura di un saggio breve sul tema del paesaggio utilizzando la documentazione raccolta.

Si allegano due saggi composti dagli studenti. (vd. allegati)

 Attività svolta in latino

 Seguendo la traccia tematica del paesaggio nella classicità sono stati proposti brani di autori dell’età augustea (in particolare di Orazio:ode I,4 “ Il paesaggio primaverile” e ode I,9 “Il paesaggio invernale”) al fine di raccogliere dati descrittivi utili al confronto con la realtà.

Nello specifico gli studenti sono stati sollecitati a cogliere topoi e relazioni sugli elementi del paesaggio in Orazio e in Virgilio.

La documentazione raccolta è stata utilizzata per la realizzazione della cartellonistica in vista dell’allestimento della mostra itinerante e dei laboratori didattici che riguarderanno la fase 4 del Progetto.

 

♦ Il prof. Marco Ghirardelli, docente di matematica e fisica nella classe 4° C, presenta le prime fasi del progetto.

Dal punto di vista della fisica, il tema che funge da filo conduttore sl progetto è il concetto di energia. Ci eravamo riproposti l'obiettivo finale di  analizzare il problema dell’equilibrio energetico negli insediamenti del nostro territorio e di sviluppare percorsi didattici laboratoriali su questo tema da presentare poi agli studenti della scuola primaria, dunque, anzitutto, occorreva avere le idee molto chiare su che cosa fosse l’energia. Dopo la prima uscita sul territorio, che aveva come obiettivo una prima sommaria ricognizione sull'impiego dei materiali da costruzione, sull'esposizione e sul periodo di costruzione dei diversi nuclei abitati del paese, la classe è stata quindi impegnata nella costruzione di un percorso concettuale solido sull'energia, che partendo dal consolidamento delle idee sulla conservazione dell'energia meccanica portasse ai concetti della termodinamica e, infine, alla trasmissione del calore.

Nel frattempo, era ncessario creare nella classe il clima di collaborazione e di "disponibilità a mettersi in gioco in prima persona" nella preparazione e nella proposta di attività ai ragazzi più giovani. I mesi di dicembre e gennaio sono stati perciò centrati sulle attività degli Open Day: la classe è stata impegnata nella costruzione di in un percorso laboratoriale da proporre agli studenti delle scuole medie. È stata l’occasione per rafforzare le competenze nell’utilizzo delle apparecchiature di laboratorio: in particolare i sensori e i sistemi online per la rilevazione dei dati. In tre diverse occasioni Emanuele, Silvio, Daniel, Silvia, Federica, Gian Paolo, Aderjana e gli altri presentano in prima persona il percorso e fungono da tutor per gli studenti delle scuole medie.

Il progetto Comenius ci ha dato un’opportunità che non avevamo preventivato: il 22 febbraio gli studenti propongono il loro percorso di laboratorio ad un gruppo di studenti stranieri, provenienti dalle scuole partner di quattro paesi europei: Germania, Scozia, Grecia e Lettonia. Preparano una versione in inglese del percorso tematico e lo presentano ai coetanei stranieri.

Nel corso dei mesi di febbraio e marzo la classe sviluppa le conoscenze sulla termologia e sulla termodinamica che saranno necessarie per affrontare con la giusta competenza la fase cruciale, prevista per aprile, quando effettueremo le misure di laboratorio sul trasmissione del calore nei materiali da costruzione e sull’influenza dell’esposizione a sole sull’efficienza energetica, con lo scopo di riflettere criticamente sulla stratificazione degli insediamenti nella nostra zona e sull’occupazione dei versanti della valle. In particolare, nelle prime settimane di marzo, Eleonora e Matteo preparano un percorso sperimentale per la determinazione dello “zero assoluto”, che è presentato alla classe il 22 marzo. L’analisi dei dati fornisce un risultato piuttosto buono:  – 278,8°C, davvero non molto distante dal valore accreditato di – 273,15°C !!

♦ Nel mese di febbraio la dimensione territoriale si estende : è il momento di parlare di sviluppo sostenibile.  Per introdurre un tema di portata globale  il   prof. Claudio Treccani , dell’Ufficio Missionario Diocesano di Brescia,  parte dal quotidiano di ognuno di noi, dai comportamenti che mettiamo in atto con chi abbiamo vicino, dall’attenzione verso tutto ciò  che forma  il nostro ambiente … Niente lezioni, quindi, ma ognuno si muove nel suo mondo , compie delle semplici azioni e … scopre di essere coinvolto in un gioco di ruolo che gli rivela la sua  (scarsa) attitudine alla sostenibilità. Dalla sorpresa scaturiscono riflessioni che ci portano ad  immaginare nuovi “Territori possibili” .

Chiara Minini, alunna della classe 4° CS , ci rende partecipi di un percorso personale e di gruppo.

Mi ha colpito la modalità con cui è stato presentato l’argomento del progetto, ovvero quello delle risorse, della loro disponibilità e della nostra responsabilità nel loro utilizzo. Sebbene in un primo momento fossi diffidente, il gioco che ci è stato proposto inizialmente mi ha permesso di partecipare  in prima persona e mi ha mostrato con un’ efficacia tremenda quello che il progetto voleva trasmettere …  Sono letteralmente “caduta dalle nuvole” quando mi è stato dimostrato come la realtà dei fatti, ovvero il sistema economico e di gestione ( o per meglio dire sfruttamento) delle risorse attuale, corrisponda a quella del gioco: senza minimamente rendercene conto, io e i miei compagni siamo stati lo specchio dell’atteggiamento tipico della nostra società consumistica e ingenua , in cui l’uomo appare come un essere egoista e insensibile. L’attuale sistema economico non funziona: stiamo facendo a pezzi le risorse naturali del nostro pianeta, per di più a vantaggio di pochi! È importante e necessario che le persone si rendano conto di questa situazione e aprano gli occhi a quello che è il vero mondo: non è quello mostrato dai telegiornali come siamo abitualmente portati a pensare, poiché questi hanno come unico obiettivo quello di portare la nostra attenzione su ben pochi fatti e distoglierla dagli eventi più importanti in modo da “far girare l’economia” e farci rimanere nell’illusione e nell’ignoranza. In questo senso ho trovato veramente interessante il materiale che il responsabile del progetto ci ha fornito, tra cui delle cartine geografiche deformate in base al tema che trattano (ex. disponibilità d’acqua, importazioni di carne..) e il filmato “la storia delle cose” che, a mio parere, riassume con grande semplicità e chiarezza tutto ciò che un “cittadino del mondo” deve ormai sapere.

Consiglio vivamente a tutti di vederlo: basta un click su youtube!     (→http://www.youtube.com/watch?v=fZdGPRThjrA )

Da queste riflessioni nascono  nuove attività , da condividere con altri studenti : laboratori in cui i nostri gesti vengono riletti e interpretati, per diventare finalmente consapevoli.

Acqua, aria , terra e suolo sono i territori esplorati nel corso di scienze, che declina la chimica dal punto di vista ambientale e dei materiali da costruzione.

♦ La prima lezione sull'ecosistema suolo ci viene proposta  sabato 24 marzo dal dott. Ilario Tagliaferri, biologo ed ex alunno del nostro Liceo, che  ha svolto ricerche sull'inquinamento e la depurazione dei suoli  e ci guida  con competenza, semplicità (e grande simpatia) , fra frammenti di roccia madre, radici, organismi decompositori,  molecole e ioni complessi .

♦ Martedì 27 marzo inauguriamo le lezioni sulla qualità dell'aria (che avranno un seguito nel mese di aprile) con un convegno , tenutosi nell'Aula Magna del nostro Istituto, sui rischi legati alla collocazione, nella nostra zona (Comune di Gianico) , di un impianto di inertizzazione dell'amianto.  Popolazione ed amministratori locali sono in allarme: per essere informati  condividere il cammino della campagna NO AMIANTO  abbiamo invitato i suoi principali promotori.

Hanno fatto gli onori di casa il Dirigente Scolastico del Liceo Golgi, prof. Mario Martini e il vice sindaco di Breno , prof.ssa Simona Ferrarini.

Sono stati con noi, fornendoci informazioni dettagliate ed interessanti spunti di dibattito

  • Il Sindaco di Gianico, che ha inquadrato  la questione dal punto di vista politico-amministrativo;
  • Il  tecnico comunale di Gianico, arch. Virginia Bruna, che ha descritto e commentato caratteristiche e collocazione  dell’impianto ;
  • Il  dott. Vangelisti, dell’ASL Vallecamonica,   che ha illustrato l'impatto dell'installazione  istallazione sulla qualità ambientale e sulla salute umana;
  • Il responsabile del comitato NO AMIANTO, Alessio Domeneghini,  che ha fatto il punto sulle iniziative messe in atto per sensibilizzare la popolazione ed allargare il fronte del dissenso.

Studenti e docenti hanno avuto la possibilità di intervenire per porre quesiti, esprimere pareri e proposte, offrire collaborazione.

♦ Martina Zani, della classe 4° B, ha partecipato attivamente al convegno, raccogliendo informazioni , dati e commenti. Ecco il suo contributo.

Del problema relativo allo smaltimento dell’amianto (o più tecnicamente, asbesto, termini entrambi derivanti dal greco e significanti “imperituro, indistruttibile, eterno”) se ne parla già da tempo, sin da quando si sono verificate le prime “morti sospette” nelle aree  in cui erano dislocati gli stabilimenti dediti alla lavorazione di questo minerale. Ma se finora ne abbiamo parlato a livello nazionale, o comunque in generale, ora dobbiamo scendere nel particolare poiché anche la nostra valle dovrà accogliere nella piana di Gianico uno di questi stabilimenti, che potremmo definire una “fabbrica della morte”.

Il sindaco stesso di Gianico e un nutrito gruppo di cittadini uniti in un comitato NO AMIANTO, si sono opposti alle scelte della Regione Lombardia, e hanno deciso di raccogliere quante più firme possibile, perché lo stabilimento non venga costruito, ma soprattutto hanno deciso di incontrare i giovani delle scuole, perché vengano a conoscenza di ciò che sta accadendo alle nostre spalle.

Alla base di questa sentita opposizione, ci sono svariati validi motivi di tipo ambientale, tecnico, ma soprattutto riguardanti la salute degli abitanti della valle.

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico dell’inertizzazione dell’amianto, ci sono alcune criticità da mettere in evidenza. L’amianto, per essere smaltito, deve subire un lungo processo di cottura ad alte temperature (circa 1300 °C) per una durata complessiva di 44/50 ore, il tutto preceduto da un lavoro di stoccaggio in cui ogni pacchetto di amianto viene verniciato per intrappolare le fibre volatili che questo minerale rilascia, e che sono la causa di morte degli operai che lavorano alla sua produzione. Dal questo lungo processo di lavorazione si otterrebbe del materiale inerte, quindi privo di quelle fibre volatili così pericolose. C’è da sottolineare però che questo procedimento è stato verificato solo sperimentalmente, e non si hanno ancora certezze sul suo effettivo funzionamento. Sono infatti stati eseguiti dei test in laboratorio su una piccola quantità di materiale: su nove esperimenti eseguiti, solo uno ha dato i risultati sperati.

A Gianico, lo stabilimento occuperebbe circa 12000 metri quadrati di spazio, in un capannone in “campagna”, a circa 100 metri dal centro abitato. In Valle Camonica, ogni giorno, arriverebbero ben 36 tir carichi di amianto, per un totale di 200 tonnellate di materiale al giorno, il che significa che in un anno giungerebbero 78.000 tonnellate di materiale, di cui 58.000 sarebbero inertizzate, mentre 20.000 di disperderebbero come materiale inquinante. Ma ci è stato detto che lo stabilimento sarebbe dotato di apparecchiature per il trattamento dei fumi, le quali uniscono il sistema a maniche per le particelle di grosse dimensioni, quello a filtri assoluti per quelle di media dimensione e infine il cosiddetto “no scrubber”, che consiste nell’eliminazione tramite umidità delle particelle finissime, quindi il pericolo di fuoriuscita delle fibre volatili sarebbe scongiurato. A parte questo, lo spostamento continuo dei tir comporterebbe l’aumento del livello di polveri sottili (PUF, PM10, PM2.5) che è già molto alto. Si è infatti visto che a Darfo Boario Terme si è addirittura superato il livello di polveri sottili presente in grandi città come Brescia, Bergamo e Milano (questo nella giornata del 21-02-12). La presenza quindi di questi 36 tir sull’unica via di comunicazione che attraversa l’intera vallata comporterebbe un’ulteriore danno all’ambiente.  Inoltre non sempre l’inertizzazione avviene nel modo corretto, poiché i carotaggi eseguiti in seguito al processo di cottura potrebbero evidenziare la presenza di fibre volatili, quindi anche questo sarebbe un altro grosso rischio che correrebbero gli abitanti di tutta la valle, da Pontedilegno al lago. Dico tutti, poiché le correnti d’aria che circolano nella valle si spostano su tutta la sua lunghezza, e spargerebbero fibre ovunque, dal ghiacciaio del Presena alle sponde del lago.

Questo dal punto di vista tecnico e ambientale. Dal punto di vista della salute invece, ricordiamoci che ad ogni modificazione che imponiamo all’ambiente in cui siamo inseriti, seguirà un impatto sulla nostra salute. Secondo un’indagine svolta dalla ASL negli anni 98-00-01, la ASL di Vallecamonica-Sebino occupa L’ULTIMO POSTO nella graduatoria per gli anni di vita persi. La costruzione di questo stabilimento comporterebbe l’abbassamento ulteriore dell’aspettativa media di vita di una persona (82 anni per le donne e 79 per gli uomini), poiché l’esposizione inconsapevole anche solo per breve tempo alle scorie di amianto porta alla nascita di tumori a livello pleurico, come il mesotrioma o l’asvestosi, i cui sintomi hanno una manifestazione latente e colpiscono tutto l’apparato respiratorio, portando l’individuo ad una morte orribile e consapevole, poiché il Sistema Nervoso Centrale non viene colpito.

 Appunto per questa mancanza di certezze, e per gli evidenti rischi che correrebbe l’intera popolazione camuna, il neonato comitato NO AMIANTO si prodiga per una raccolta di firme e per la diffusione della verità su questo argomento. L’obiettivo prefissosi è quello di stabilire dei criteri generali, almeno tre:

  1. Una localizzazione dell’impianto in una zona non urbanizzata. L’impianto di Gianico dista un centinaio di metri dalle prime case della zona abitata, e gli abitanti sarebbero esposti ogni giorno a rischi per la propria salute.
  2. Una maggiore sicurezza e responsabilità da assumersi per la pericolosità evidente del progetto di costruzione dell’impianto.
  3. La cosa più importante: maggiore controllo della sicurezza dell’impianto e dell’intero processo di smaltimento, poiché l’errore umano e meccanico è sempre dietro l’angolo, anche se si tratta di uno degli strumenti più avanzati in circolazione.

Speriamo che quest’azione ottenga il risultato da tutti caldamente sperato, per la salute degli abitanti e del meraviglioso ambiente che caratterizza la nostra valle.

 ♦ Un altro interessante approfondimento su questo tema ci è offerto da Giampaolo Crotti, della classe 4° B Scientifico : trovate la relazione in allegato.

♦ In un altro allegato riportiamo la documentazione completa predisposta dal comitato NO AMIANTO : utilizzatela per discutere,  riflettere, partecipare alla campagna informando e raccogliendo firme.

♦ 31 marzo 2012 - Ritorna Ilario Tagliaferri, questa volta per parlarci di inquinamento dei suoli . Partendo dalla definizione di inquinante, elenca le sostanze che più frequentemente assumono questo ruolo, la loro provenienza ed i loro effetti sull'ecosistema specifico e sulla salute umana. Ci presenta inoltre le principali tecniche che possono essere adottate per decontaminare i suoli, specificando vantaggi e costi di metodi biologici e chimico-fisici.

Adesso siamo pronti per la fase applicativa, in ambiente ed in laboratorio ...

 ♦ Nell'ambito dello studio della lingua inglese è stato possibile seguire spunti di carattere letterario, affrontando il l tema della descrizione del paesaggio ( in parallelo con i programmi di italiano e latino), come pure dedicarsi alla lettura di resti specifici, rafforzando le competenze linguistiche ed ampliando la riflessione sulle idee - base del progetto. In tale contesto Alessandro Olivari, della classe 4° C, presenta le linee guida del  turismo sostenibile, modalità di "incontro" con i luoghi (vicini e lontani) che supera la banalizzazione e la mercificazione degli stessi con l'antidoto della conoscenza , della valorizzazione e del rispetto. Anche "Territorio reale, territori possibili" si muove in questa direzione,  partendo da un contesto scolastico per arrivare ... lontano...

L'insegnante di riferimento è la prof.ssa Laura Tito.

Responsible Tourism

Responsible tourism doesn’t mean you can’t enjoy yourself during your holiday, but it simply means treating local people as “people” and respect both them and environment.

Obviously being a responsible tourist requires thought and preparation, so you must be able to examine the environment and the social and economic dimensions of your trip

You also have to pay your attention in minimizing the impact of your travel and in maximizing economic benefits for local communities.

Here there are some tips to be a responsible tourist before, during and after your voyage.

BEFORE:

1.       Educate yourself about the destination you are going to visit, by reading guides, books or articles and try to learn a few words in the language of the country you are visiting

2.       Try to fly with eco-carbon companies and try not to travel with airplanes that do many interruptions during their flight

3.       Try not to carry many plastic things

4.       Don’t carry useless things that aren’t absolutely necessary

DURING:

1.       Use local guides, which contain more information than foreign ones.

2.       Respect holy places and ask before taking pictures

3.       Use public transport instead of a taxi: this will reduce pollution

4.       Use water prudently when having baths or showers

5.       Do shopping at local markets

6.       Be friendly

7.       Don’t take “nature souvenirs”

AFTER:

1.       Stay in contact with the people you met during your voyage

2.       Help programs that support the culture and environment of the place you visited

3.       Participate in tourism blogs and give hints to other people about “how to be a responsible tourist”

Obviously the Responsible Tourism causes benefits in a long time and so everyone should follow these basic rules to respect local inhabitants, their culture and their environment.

We should try to be more responsible especially if we consider how many people travel all over the world: about 980 million people travelled internationally in just 1 year! (2011) and it’s expected that, by 2020, these data will reach the number of 1.5 BILLION PEOPLE! The average money spent during a holiday by a tourist is approximately 700 dollars; now imagine what would have happened if all these dollars had been used just to support local inhabitants and their economy! So follow these simple rules and be a Responsible traveller!

 

♦ Visita al Centro ENAIP di Botticino  - martedì 17 marzo 2012.

 

Per esprimere in modo concreto il concetto di “valorizzazione della qualità territoriale” , vi invitiamo  a visitare la Fondazione ENAIP di Botticino (BS). Con la classe 4° CS, che sta attuando un percorso sulla chimica dei materiali, con particolare attenzione al degrado e (di conseguenza) al restauro delle opere d’arte, siamo stati ospiti della Scuola Regionale per la valorizzazione dei beni culturali per un’intera giornata, il 17 aprile 2012. A partire dalla sede (saliamo su un colle ed entriamo in un ex monastero benedettino) tutto ci parla di attenzione al bello , di salvaguardia e di recupero delle nostre radici culturali. Dal 1975, infatti, in tale sede si formano esperti capaci di progettare e di realizzare interventi di restauro su ogni tipo di manufatto e di materiale : dai tecnici del restauro dei beni culturali  (corso triennale) ai restauratori ( corso quinquennale , equipollente alla Laurea Magistrale, ormai prossimo all’accreditamento). 

Da “apprendisti studenti” siamo stati accolti dalle prof.sse Melandri e Arrighetti, che ci hanno raccontato la professione di restauratore ed il percorso didattico che consente di acquisire le necessarie competenze. Il prof. Bonomi, responsabile del settore scientifico, ha raccontato la sua (interessantissima) esperienza di scienziato fra le opere d’arte , i suoi sforzi per adottare  linguaggi comuni, la sua capacità di inserirsi in un ambito decisamente insolito, i progetti che ha realizzato o che sta ancora attuando . Partendo da casi concreti, ha tradotto in reazioni chimiche i processi di alterazione e ha cercato le reazioni e i contesti operativi che consentissero il recupero delle opere danneggiate.  Tutti abbiamo ammirato la descrizione delle operazioni di recupero dei marmorini del teatro “La Fenice” di Venezia,  gravemente danneggiati dall’incendio (e dalle operazioni di spegnimento)   del gennaio 1996. Con il suo contributo abbiamo potuto apprezzare un aspetto poco conosciuto, ma decisamente significativo , della chimica, che rivela interessanti applicazioni anche in campo artistico e nella tutela dei beni culturali.

Il pomeriggio è stato interamente dedicato all’ “esplorazione” dei laboratori, dove abbiamo seguito in diretta, grazie al contributo di docenti ed allievi, le operazioni di recupero di tessuti e tappeti, sculture  lignee,  sculture in gesso, dipinti murali e su tavola. Anche in questi ambienti abbiamo trovato serietà , professionalità , ma anche tanto entusiasmo e un grande desiderio di condividere e di farci partecipi delle esperienze in atto.  Ritorniamo con un bagaglio di esperienze e di nuove acquisizioni che proveremo a mettere in gioco anche in ambiente scolastico,  riproponendone un’attenta rilettura  teorica e pratica, per trarne i giusti riferimenti per la costruzione dei laboratori che comporranno la mostra itinerante di “Territorio reale, territori possibili”.

Il dialogo con il Centro ENAIP proseguirà  l’anno prossimo, con una lezione-laboratorio mirata (questa volta sul territorio di Breno)  ad individuare tipologie di degrado e ad ipotizzare percorsi di restauro per le opere lapidee prese in esame ne corso di storia dell’arte (portali, fontane…). 

Nel frattempo manterremo i contatti : anche a livello orientativo ci sentiamo di consigliare un corso di studi di indubbio valore formativo che mantiene , nonostante la crisi, significativi sbocchi occupazionali .

La visita al Centro di Botticino ha suscitato grande entusiasmo negli alunni, che hanno saputo cogliere le varie sfaccettature dell'esperienza.

Emanuele Agnoli  riporta impressioni e riflessioni.

La scuola di restauro sembra essere davvero un mondo a sé: situata in un’antica abbazia, si distacca dalla vicina città. Il distacco “geografico” non è però il solo: la frenesia dei ritmi urbani sembra lasciare il posto, in quell’angolo di mondo antico, ad un’atmosfera diversa, dominata dalla pazienza e dalla concentrazione degli studenti e dei loro insegnanti. Questi ultimi sono sicuramente requisiti necessari per chi volesse intraprendere questo mestiere, ma non sufficienti: durante la visita abbiamo capito come un restauratore (o tecnico di restauro) non sia semplicemente un appassionato di manufatti antichi, bensì una figura altamente professionale e qualificata non solo nell’ambito artistico, ma anche in quello tecnico-scientifico (con particolare attenzione verso la chimica) e applicativo. Il laboratorio diventa così un ambiente polifunzionale, tanto di studio teorico, quanto di applicazione di tecniche prima su delle esercitazioni di prova, poi su vere opere d’arte (spesso di grande valore e tutelate dalle Sovrintendenze ai Beni culturali). “Mettere mano” sui capolavori permette di vivere l’Arte in modo diverso e affascinante, di avere un rapporto quasi personale con l’opera, di cui si riesce a comprendere l’origine e la struttura, molto più che con uno studio su dei “freddi” libri.

 

 

 ♦  21/27 aprile 2012 – Lezioni su “Qualità dell’aria”e “Acqua potabile”

La qualità dell’ambiente parte dall’aria che respiriamo : già l’incontro con il comitato NO AMIANTO ce l’aveva ricordato . E’ giunto il momento di dotarci di un quadro di riferimento per comprendere  questo tema : ci aiuta il dott. Nicola Locatelli, laureato in scienze ambientali ed ex allievo del nostro Liceo, che presenta alle classi il tema dell’inquinamento dell’aria. Passando in rassegna i principali inquinanti  ripercorriamo i processi che ne permettono la formazione e descriviamo i loro effetti sulla nostra salute. La riflessione si estende su scala globale quando seguiamo le curve di crescita delle sostanze inquinanti nel corso del tempo , che mostrano la rottura di un equilibrio. Possiamo così constatare che siamo passati da un sistema in equilibrio, in cui le emissioni (peraltro molto ridotte) di prodotti  nocivi potevano essere facilmente integrate nei cicli biogeochimici , ad un contesto in cui sono venuti meno i presupposti per l’autodepurazione e si impone la scelta di ridurre le quantità delle sostanze disperse nell’ambiente. Mentre la classe 4° BS si sofferma sul rapporto fra inquinamento e salute umana,  la classe 4° CS, che si sta “specializzando” nella chimica dei materiali, completa il suo percorso sul degrado facendo riferimento al rapporto fra qualità dell’aria e conservazione delle opere d’arte.

La classe 4° BS prosegue il suo cammino  sulla chimica ambientale e sull’ ecologia delle risorse ( suolo, aria, acqua)  definendo il concetto di “acqua potabile” sia dal punto di vista giuridico che dal punto di vista scientifico e sanitario . Questa volta le formule chimiche diventano lo strumento che ci permette di comprendere “cosa ci danno a bere”…, completando (con i dovuti riferimenti tecnici e normativi) la riflessione sulla  geopolitica dell’acqua che era stata proposta dal prof. Treccani nell’ambito del “Progetto risorse”.

Gli schemi delle lezioni tenute dal dott. Locatelli sono riportate in allegato.

Ringraziamo il progetto d’Istituto “Il Golgi va lontano “  (curato dalla prof.ssa Fiorella Moglia e dal prof. Filippo Tomasi) che ci ha permesso di incontrare molti ex alunni e di chiedere la loro disponibilità, non solo come eccellenti guide per l’orientamento universitario, ma anche come esperti delle discipline di cui si occupano a livello professionale. Abbiamo apprezzato la loro competenza e la loro capacità di presentare argomenti di grande complessità in uno stile accessibile ed originale, rivelando  una positiva attitudine per l’insegnamento (che ci auguriamo possa esprimersi anche in futuro …)

Per ricordarci che la valorizzazione di un territorio parte proprio dalle persone che lo abitano …

 

 

 

 

 

 

ANNO SCOLASTICO 2012/13

L'anno scolastico 2012/13 prevede l'attuazione del Progetto: i primi mesi sono perciò dedicati alla messa a punto degli interventi, alla loro sperimentazione, alla discussione sul l'efficacia degli stessi all'interno delle classi e dei gruppi operativi.

Il materiale è abbondante e vario e viene ordinato in schede (consultabili in allegato), che serviranno da presentazione e faciliteranno la scelta degli interventi da parte dei futuri utenti.

Si decide di sperimentare inizialmente  alcuni  percorsi ( rivolti ad alunni della Scuola Media)  in occasione degli Open day d'Istituto, per avere un riscontro immediato e creare curiosità e attesa per l'evento ufficiale di presentazione, fissato per il mese di febbraio e "diffuso" sull'intero territorio di Breno. È un modo per mostrare la volontà della scuola di muoversi verso ciò che la circonda, "accompagnando" chi vive in un determinato contesto nella riscoperta consapevole del proprio ambiente.

La scelta degli interventi e la loro messa a punto richiede un notevole impegno, ma il 16 dicembre siamo pronti per il debutto ed accogliamo un gran numero di ragazzi nei nostri laboratori. Il gruppo che si occupa di neuroscienze presenta una serie di esperienze per conoscere i meccanismi della percezione visiva, in laboratorio di chimica si analizzano acqua e suolo, sono in mostra i lavori di ricerca su fontane e portali e c'è anche chi propone un gioco ispirato ai paesaggi immaginari dell'inferno dantesco....

È non è che un assaggio...

Appuntamento all'11 gennaio, per una nuova serie di esperienze che ci porteranno direttamente alla presentazione generale ed all'organizzazione di un piano di interventi per le scuole che ne faranno richiesta.

Buon lavoro !!!

 

 

 

Dopo aver sperimentato i moduli di base negli incontri con i futuri studenti del Liceo, ci sentiamo pronti per proporre una serie di percorsi integrati, pensati per la scuola primaria e secondaria di primo grado . Dal Palazzo della Cultura al Liceo Golgi, in uno scambio di persone e di esperienze, si sposteranno alunni e docenti, attraversando Breno e raccogliendo spunti che susciteranno curiosità e richiederanno nuovi strumenti d'indagine e nuove guide nella ricerca. Siamo pronti per camminare insieme e reinventare i territorio...

Il pogramma della giornata di presentazione , prevista per il 26 febbraio, è riportato in allegato.

 

26 febbraio 2013... è arrivato il grande giorno !  Ci siamo preparati, abbiamo messo a punto ogni particolare, i materiali sono pronti e sappiamo come muoverci. Accogliamo le classi con la consapevolezza di poterle guidare alla scoperta di un territorio ricchissimo di spunti...

Se volete vederci all'opera, trovate i link che vi mostrano i video girati nel corso delle attività, opportunamente rielaborati da Emanuele Agnoli e Alessandro Olivari, della classe 5° C  .

Anche la stampa locale (quotidiano Bresciaoggi) , insieme a Teleboario e a Più Valli TV, si sono occupate dell'evento : in allegato potete leggere l'articolo pubblicato su Bresciaoggi.

Ringraziamo alunni e docenti delle classi 4° A e 4° B della scuola primaria e delle classi 2° A e 2° C della scuola secondaria di primo grado dell'Istituto "Tonolin" di Breno, che hanno aderito all'inizaitiva e si sono resi disponibili per un positivo scambio di competenze e di esperienze. Le testimonianze di alunni e docenti della scuola primaria sono riportate in allegato. 

 

A conclusione del lavoro, mettiamo a disposizione, nella sezione " File allegati" i materiali elaborati dagli studenti ed utilizzati nelle presentazioni . 

Con la prospettiva di proseguire ed ampliare l'attività, con altre classi ed altri percorsi...

 



Riferimenti esterni








File allegati
Presentazione progetto. Per le classi interessate, per il Liceo Golgi, per la stampa. [195KB]
Il fascicolo realizzato è stato e diffuso in occasione della presentazione del progetto , nell'ambito della manifestazione "Del bene e del bello".

Allegati 4CS italiano e latino [40KB]
Saggi brevi e commenti sull'attività svolta in italiano e latino dalla classe 4° C Scientifico. Emanuele Agnoli, Stefano Alessi, Eleonora Bendotti, Silvio Gregorini e Gian Paolo Laffranchi raccontano la loro esperienza e si confrontano con i contenuti acquisiti.

Relazioni corso sui catasti storici [15KB]
Marta Balduzzi, Maria Giulia Bellicini e Laura Minelli presentano le tematiche emerse nel percorso di approfondimento sui catasti storici.

NO AMIANTO [29KB]
Materiali forniti dal Comitato NO AMIANTO per informare e raccogliere firme

Relazione amianto Giampaolo Crotti [35KB]
Giampaolo Crotti, della classe 4° B Scientifico, ci offre un resoconto preciso ed approfondito dell'incontro sull'amianto di martedì 27 marzo

Relazioni corso sui catasti storici [492KB]
Ecco le relazioni sul corso sui catasti storici preparate da Jacopo Baffelli e Giampaolo Crotti (4° BS) , Emanuele Agnoli, Alessandro Olivari e Daniel Salvetti (4° CS)

La qualità dell'aria - 4° B [2027KB]
Schema della lezione su composizione ed inquinamento dell'aria, con particolare attenzione agli effetti sulla salute umana, a cura di Nicola Locatelli

La qualità dell'aria - 4° C [2153KB]
Composizione e inquinamento dell'aria, in relazione agli effetti sui materiali. A cura di Nicola Locatelli

La qualità dell'acqua [738KB]
L'acqua che beviamo : riferimenti chimici , tecnologici e legislativi. A cura di Nicola Locatelli

Schede fase 4 [133KB]
Una per una, ordinate per materia, le schede degli interventi che compongono la fase quattro. In attesa di aggiunte...

Valutazione competenze di cittadinanza [35KB]
Per i docenti, in vista del momento di revisione di febbraio

Presentazione Progetto "Territorio reale, territori possibili" [150KB]
Gli obiettivi, le attività, i luoghi : presentiamo il progetto facendolo sperimentare a quattro classi.

Articolo da Bresciaoggi, 28.02.13 [304KB]
La presentazione del progetto, tenutasi il 26.02.13, in un articolo del quotidiano locale "Bresciaoggi"

La parola alle insegnanti [28KB]
Le attività del 26.02 nella riflessione delle insegnanti Rossella Comensoli e Ornella Falconio, della scuola primaria "Tonolini" di Breno

La parola ai bambini [34KB]
Le attività del 26.12 nel racconto degli alunni delle classi 4° A e 4° B della scuola primaria "Tonolini" di Breno

666 ALL'INFERNO!!! [5229KB]
La classe 5° C Scientifico ha passato in rassegna , fra i "Territori possibili " visitati con lo studio della letteratura , gli scenari della Commedia dantesca. Per raccontare questi paesaggi a bambini e ragazzi , i nostri alunni hanno ideato due giochi che vi proponiamo in successione e che sono stati molto apprezzati .

666 ALL'INFERNO!!! Regolamento del gioco [166KB]
Se volete provare a giocare, è l'occasione per un ripasso o per una sfida letteraria...

Gioco Purgatorio [343KB]
Dopo l'Inferno, anche il Purgatorio diventa un gioco ... a grande richiesta !!!

Informazioni [145KB]
Regole del gioco e spiegazioni essenziali sul Purgatorio

La salubrità dell'aria [514KB]
La classe 5° C si confronta con lo spirito ecologista del Parini e ne apprezza la capacità di descrivere gli ambienti naturali ed antropizzati

La salubrità dell'aria [1022KB]
Anche la classe 5° B si confronta col Parini : ecco quello che ci racconta

Locus amoenus [1201KB]
Deliziosi paesaggi letterari... a cura della classe 5° BSCI

I catasti [907KB]
Viaggio nella storia di Breno attraverso le mappe catastali. A cura di Jacopo Baffelli e Giampaolo Crotti , della classe 5° BSCI

Presentazione occhio [2516KB]
Chiara Minini, della classe 5° CSCI, ci presenta lo strumento con cui realizziamo la percezione visiva : l'occhio

Illusioni ottiche [769KB]
La visione come dinamica fra occhio e cervello : affascinante excursus a cura di Alessandro Olivari, della classe 5° CSCI





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